recensioni

(Adalberto Monti, Dalla rivista RASSEGNA GRAFICA, n° 19 - novembre 2006)

 

I BOTOLINI, RICORDI DI VITA AZIENDALE

La pubblicazione del libro “I Botolini” è stata realizzata e voluta da Michele Botolini per fare conoscere la storia di un’azienda, i suoi artefici ed il contesto nel quale si è evoluta nel tempo. È un esempio di come un’esperienza scritta rimane nel tempo; se raccontata o espressa verbalmente può essere facilmente dimenticata. Già da tempo si era pensato di realizzare questo libro per raccontare la storia dell’azienda, della famiglia Botolini che da tre generazioni opera a Lanciano, in provincia di Chieti. Vorrei sottolineare gli eventi che hanno determinato questa crescita, dando risalto al ruolo determinante degli operatori che hanno collaborato e che tuttora collaborano. In questo articolo vorrei inoltre evidenziare, integrandoli fra loro, sia l’aspetto storico che tecnico dello stampato e del suo contenuto. Storico poiché racconta la storia e la vita dell’azienda, tecnico perché è stato pensato e realizzato seguendo scrupolosamente le regole tipografiche. Il testo è stato scritto da Francesco Consiglio e Paolo Talanca. Le esperienze professionali trascorse e attuali, come il percorso dell’azienda, vasto ed unico nella sua particolarità, sono determinate dal suo fondatore e da coloro che, sia direttamente che indirettamente, ne hanno ininterrottamente proseguito l’attività. Sono avvenimenti, ricostruzioni del passato che evidenziano come un’impresa, tecnologicamente al passo con i tempi e ricoprendo un ruolo di prestigio nel mercato della stampa, possa essere tramandata di generazione in generazione nel ruolo determinante della famiglia. Si deve sottolineare inoltre la finalità di fare conoscere la stampa e lo stampato nelle sue varie fasi di lavorazione.

 

Come si presenta lo stampato.
Nel momento in cui mi è stato donato il libro, sono rimasto particolarmente colpito da tre aspetti fondamentali: il primo perché non conoscendo il contenuto del packaging si è invitati, per la semplicità ed eleganza della sua progettazione, a scoprirlo, ad osservarlo e ad esaminarlo attentamente. Il secondo per l’importanza data alla storia, all’esperienza tecnologica e ai sacrifici fatti per raggiungere passo dopo passo obiettivi che non rappresentano un arrivo ma una continuità (non dimenticare chi ci ha preceduto è sempre uno stimolo). Il terzo è determinato dal coinvolgimento di tutti gli operatori. Molti stampati tendono ad evidenziare caratteristiche e particolari esaltanti trascurando quello che, forse, rappresenta un elemento primario indiscusso: l’esperienza e la tecnologia, un binomio applicato al servizio del cliente. Quando si apre la scatola/cofanetto si vede, avvolto da una carta “velina” di colore arancio, coordinato con il colore della copertina dello stampato, il libro “I Botolini”, sul quale è posto un segnalibro con stampati i principi che da sempre hanno distinto i Botolini nei loro primi 50 anni e oltre di storia.


Lo stampato è composto da:
● Packaging (scatola/cofanetto): cartoncino microonda a vista (Onda EFKM 2422)
● Copertina cartonata: tipo di carta Velour Thermo arancio accoppiato con cartone. La stampa a secco realizzata nella prima pagina di copertina evidenzia il titolo in modo semplice ed elegante, sottolineando il passaggio tecnologico dalla stampa tipografica, in rilievo, alla stampa lito-offest, in piano.
● Blocco libro: composto da 112 pagine (7 sedicesimi); tipo di carta Garda Pat 13 da 150 g/mq
● Risguardi: Notturno liscio black da 170 g/m2
● Tipi di carattere utilizzati: Goudy old style e Helvetica black
● L’immagine coordinata che identifica la litografia Botolini si rileva pure in questo libro in modo particolare nel colore arancio che ne determina la linea guida cromatica sia nella copertina che nel testo, il giallo e il grigio del logo, oltre al nero.

 

Di generazione in generazione attraverso l’evoluzione tecnologica della stampa In ultima analisi è una storia che continua, e questa opera ne celebrare la ricorrenza e da un segno concreto del passaggio del testimone alla generazione successiva. La nuova generazione è rappresentata da Giulia ed Elisa e, se come dice un saggio proverbio, il buon giorno si vede dal mattino, il futuro non è una scommessa, ma ritengo che sia una certezza, complimenti.

 

Perchè questo libro?
“Non è facile vincere l’imbarazzo per chi come noi fa della modestia un modello di vita. Sebbene affrontiamo quotidianamente il lavoro con precisione e accuratezza, la memoria storica è sempre stata affidata alle reminescenze e a qualche stampato che racconta un’impresa particolare. “I Botolini” raccoglie le esperienze che hanno insegnato e allo stesso tempo segnato la vita dei Botolini, una vita impostata di riflesso a quell’iniziativa imprenditoriale che mosse i suoi primi passi oltre 50 anni fa. Per questo oggi con orgoglio vi regaliamo la nostra storia, convinti che la curiosità lascerà lo spazio all’assenso. (27 luglio 2007)”, questa in sintesi la filosofia che sta dietro questo volume. Il 50mo anniversario dell’azienda è stato nel 2002 (1952 – 2002). Il libro è stato donato a parenti, ad amici e clienti nel corso della festa di compleanno di Michele (60 anni ma non li dimostra), festa a sorpresa organizzata in modo impeccabile dai suoi figli, Nicola e Barbara. La realizzazione di questo libro rappresenta inoltre un modo distinto per presentare l’azienda a nuovi clienti e per farla conoscere meglio a quelli che già lo sono. Nonostante l’attenzione che da sempre viene posta nei confronti del cliente, una memoria storica non era mai stata realizzata e questa opera resterà nel tempo.

Le origini dell'azienda.
Dal 1952, anno in cui Nicola Botolini fondò la tipografia omonima, tre generazioni si sono dedicate alla stampa. Nicola Botolini riesce a creare un’azienda dal nulla, una scelta nata casualmente ma con una grande attrazione e ammirazione per la stampa. Considerando le condizioni dei primi anni ’50, il dopoguerra, la scelta di restare nella propria terra dove le opportunità lavorative erano assai poche, e dalla terra alla stampa, una scelta non facile. Altro elemento non trascurabile è determinato inoltre dalla mancanza di scuole del settore professionale della stampa, per cui comprendere perché la composizione, la stampa e la confezione abbiano colpito in modo profondo questa persona resta un interrogativo che trova in parte risposta nelle persone che si avvicinano a questo settore e ne rimangono affascinati e conquistati. Ma la città di Lanciano ha tradizioni lontano nel tempo nella stampa. Da documentazione storica, si rileva che a Lanciano l’arte della stampa già dal 1500 era presente, per cui si presume che, considerando l’invenzione dei caratteri mobili, attribuita a Giovanni Gutemberg indicativamente nel 1450, quella di Lanciano fu una delle prime tipografie nate in Italia. Un ulteriore indicazione può essere la distanza non eccessiva di Lanciano dalla Cartiera di Fabriano. Sono tutte supposizioni, ma è affascinante ripercorrere quei tempi che hanno determinato, nella comunicazione, quello che ogni giorno stiamo vivendo. “…Giovanni Pansa, autore di una storia della tipografia in Abruzzo, scrive di un teologo lancianese, Sebastiano Rinaldi, che ai primordi del Sec. XVII aveva dato alle stampe un’opera dedicata al Papa Sisto V, col titolone antiquitate et praestantia patriae. Del 1609 è invece la Vita S. Thomae Apostoli, scritta da Giacomo Fella e stampata a Lanciano da Antonio Facij, primo di una famiglia di tipografi”. La scelta, la grande sfida era quella di lasciare il paese ed emigrare (nord Europa e America) o restare nella propria città. Tale scelta è stata sicuramente difficile ma si è dimostrata vincente. Un aspetto molto importante da sottolineare è rappresentato dalla certezza di Michele Botolini che la scuola rappresenta un punto di riferimento indispensabile per affrontare responsabilmente un mestiere pieno di regole da rispettare. Da qui la scelta di fare frequentare l’Istituto Professionale “Aldini - Valeriani” di Bologna al figlio Nicola.

Dalla tipografia alla litografia: la trasformazione tecnologica.
Dalla composizione manuale alla Linotype e al personal computer, dal clichès alla pellicola, dal computer to film al computer to plate, dalla stampa tradizionale alla stampa digitale e all’allestimento dello stampato, rappresentano in modo tangibile le trasformazioni tecnologiche ed il percorso che l’azienda ha seguito in questi anni. E’ con nostalgia che, a volte, si ripensa al passato, al tipometro, ai caratteri mobili di piombo e di legno, ai rulli manuali, a tutti quegli attrezzi e strumenti di bottega che si vorrebbe avessero visto e utilizzato le nuove generazioni, per meglio comprendere quella che un tempo era considerata un’arte: la stampa. Dall’arte della composizione a mano al computer, dalla manualità all’automatismo, senza mai dimenticare che è sempre l’uomo a gestire la tecnologia. Sempre meno manualità ma sempre più intelletto, la figura professionale dell’operatore grafico richiede un aggiornamento continuo per mantenere questa figura adeguata alla tecnologia e di conseguenza alle esigenze specifiche che con essa si possono realizzare. Aggiornamento professionale degli operatori, da sempre collaboratori, che continuamente si sono aggiornati professionalmente, ricoprendo, in tal modo, ruoli sempre più di responsabilità. Questo rappresenta un aspetto mai trascurato nella filosofia aziendale dei “Botolini”. In loro si respira la fiducia di una continuità e di una stabilità che ha nella squadra la forza di affrontare il futuro con ottimismo. Per non dimenticare che la stampa è una tecnologia, un mestiere affascinante.

 

Le macchine che hanno fatto la storia.
Le macchine da stampa più di ogni altro oggetto rappresentano in modo preciso il tempo che scorre e tracciano una guida dell’evoluzione. La platina manuale, quella semiautomatica (ove l’operatore punta il foglio manualmente), la platina automatica, la prima macchina che ha dato un notevole impulso tecnico e produttivo alla stampa. La classica “stella”, la platina automatica costruita e prodotta dalla Heidelberg Druck Maschinen, presente al tempo, nella maggior parte delle tipografie e ancora oggi viene utilizzata, un vero surrogato di ingegneria meccanica. La prima macchina litografica acquistata dalla Litografia Botolini è stata l’Aurelia 52 OMCSA nel 1975, macchina prodotta in Italia. La macchina da stampa che ha rappresentato una svolta nell’evoluzione aziendale è stata l’Heidelberg 102-2 ZP, il mercato si allarga, non solo regionale ma pure nazionale. “A quei tempi, il prodotto più venduto era la carta “pelle d’aglio”, quella che fino a pochi anni veniva utilizzata nei negozi di genere alimentari o nelle macellerie, come incarto per gli alimenti o per la carne. Questa carta veniva impressa con un procedimento estremamente laborioso: la macchina da stampa, la Brilli & Ferrando, aveva un formato 50x70, ma poiché i fogli servivano 70x100, la carta doveva essere piegata a metà, stampata da un lato, e poi, dopo che questo s’era asciugato, ristampata sull’altro. Un’operazione che teneva impegnati un’intera giornata. …foglio per foglio, si stampavano, si aspettava che fossero asciutti, si rigiravano e poi si imballavano. Ho ancora negli occhi lo sguardo divertito di mio padre che mi sfida… a chi ne piega di più”. Dopo avere letto queste parole viene spontanea porsi una domanda: è ancora possibile imparare un mestiere giocando? Dovremmo impegnarci tutti affinché questo avvenga, al fine di ridare alle nuove generazioni un senso di piacere e soddisfazione, non, come spesso accade, di pressione e di tensione senza neppure comprendere quello che si fa. Un passo significativo: “…mio padre si convinse che investire in attrezzature è una delle chiavi di volta del successo”. L’evolversi delle macchine da stampa da monocolore a pluricolore, il formato, la velocità, un insieme di meccanica perfetta ed elettronica sempre più complessa che hanno determinato la macchina da stampa dell’ultima generazione, dove, in un unico passaggio del foglio possono realizzarsi diverse lavorazioni. Attualmente le macchine da stampa Heidelberg per la Litografia Botolini rappresentano un riferimento tecnologico basilare.

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